NEWS NAZIONALI

2005

 


DI LUCA rinnova con la BIANCHI.

Roma, 17.10.2005 - Danilo DI LUCA correra' in maglia Liquigas almeno sino a tutto il 2007. La firma del contratto, che prolunga di due anni il rapporto tra il vincitore del Pro Tour ed il gruppo sportivo creato dalla societa' leader nella distribuzione del GPL, e' stata siglata oggi pomeriggio a Milano. Erano presenti, tra gli altri, il presidente di Liquigas S.p.A. a Paolo Zani, l'amministratore delegato di Liquigas S.p.A. e presidente di Liquigas Sport S.p.A. Paolo Dal Lago, e l'amministratore delegato di Liquigas Sport S.p.A. e team manager del team Liquigas-Bianchi, Roberto Amadio. ''In questa squadra - ha detto il ciclista abruzzese - ho trovato le condizioni tecniche ed umane ideali, grazie alle quali ho vissuto, quest'anno, la stagione migliore della mia carriera. Restando in questo gruppo potro' lanciarmi alla conquista di nuovi traguardi, primo fra tutti il Giro d'Italia''.

Giro di LOMBARDIA: vince Paolo BETTINI.

Como, 15.10.2005 - Il segreto di Paolo BETTINI? ''La capacità di fare casino quando mi sento bene''. Il vincitore del Giro di Lombardia ha attribuito all' ''incapacità di stare a ruota'' il successo nella 'classica delle foglie morte che ha concluso oggi il circuito Pro Tour. ''Dopo nove anni di professionismo mi sono convinto che bisogna sempre tentare tutto quando si e' sorretti dalla condizione - ha aggiunto il toscano - Oggi mettere in difficolta' uno scalatore come SIMONI sulle rampe del Ghisallo lo considero un bel colpo: mi sono davvero divertito. Ho lanciato la volata forse in anticipo perchè volevo chiudere subito la pratica''. Chiusa ogni polemica sullo scarso appoggio ricevuto al mondiale di Madrid, il Grillo ha esibito anche una buona dose di guasconeria: ''E' dal 2000 che a fine stagione mi dico bravo per quello che ho combinato. Quest'anno il discorso vale ancora di più dopo aver assunto antibiotici per 62 giorni fino a luglio. L'influenza non mi ha dato tregua''. Nel palmares di BETTINI mancano soltanto Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix tra le grandi classiche: ''Per il Fiandre vedro' di organizzarmi da lunedi' prossimo quando stilerò i programmi 2006 che non escludono di puntare alla classifica del Pro Tour e al mondiale di Salisburgo. Per la Roubaix decisamente ci vorrebbe un miracolo''. Il titolo olimpico di Atene 2004 rimane comunque il punto fermo della carriera del corridore livornese: ''E' un successo che va oltre i confini del ciclismo. Johann MUSEEUW, che ha vinto 11 classiche in carriera, mi ha predetto in passato che l'avrei superato: sono a quota nove, Olimpiadi comprese. Mi do ancora chances di migliorare''. Danilo DI LUCA, primo vincitore del Pro Tour, a secco di successi da fine maggio, ha già la testa al prossimo anno: ''La classifica del Giro, dopo il quarto posto di questa stagione, e il mondiale di Salisburgo saranno i miei obiettivi principali. A Madrid con BETTINI avremmo messo in difficoltà BOONEN. Il Pro Tour funziona perchè ha innalzato il livello del ciclismo a sport d'elite''. Tra tanti volti raggianti unica faccia scura quella di Paride GRILLO: sulle sue strade il velocista comasco, terzo giovedì scorso al Giro del Piemonte, ha rimediato in una caduta la frattura scomposta dello scafoide destro.

MONDIALI - Per BALLERINI panchina rovente.

Madrid, 25.09.2005 - A fine anno scadranno i contratti di tutti i commissari tecnici italiani del ciclismo. Mentre allo storico c.t. dei dilettanti Antonio FUSI e' gia' stato detto che non gli verra' rinnovato l'incarico con gli under 23, in queste ore e' in discussione anche il futuro di Franco BALLERINI.
''Il ruolo del c.t. dei professionisti sara' oggetto di analisi dei prossimi consigli federali che discuteranno i futuri organici tecnici - ha confermato Silvio MARTINELLO, commentatore tv, ma soprattutto supervisore delle nazionali su pista e tra i principale collaboratori del nuovo corso in Federciclo - io sto preparando l'organigramma per il futuro e' giusto discutere tutto quello che e' successo a Madrid. BALLERINI dalla sua ha risultati discreti ma anche errori commessi, come tutti. Senza entrare nel merito del circuito dico solo che lui e PETACCHI sono stati due volte a Madrid a visionare il percorso, e si e' poi deciso di costruire una nazionale attorno al miglior velocista del mondo. Ho anche sentito dire da parte del c.t. che tra le mani aveva il PETACCHI della Sanremo e il BETTINI di Atene, quindi c'era la convinzione di avere due numeri uno che volavano. Alla luce dei fatti - continua Silvio MARTINELLO - abbiamo perso un mondiale con BETTINI, che era veramente il piu' forte di tutti. C'e' da dire anche che tutti quegli scatti di BETTINI
nel finale possono essere stati controproducenti anche per PETACCHI stesso: per me anche se era il piu' forte BETTINI si doveva gestire meglio''. Parole molto chiare quelle dell'ex olimpionico che nelle prossime settimane visionera' insieme al consiglio federale le relazioni dei commissari tecnici su quanto accaduto a Madrid.

MONDIALI - Trionfo di BOONEN.

Madrid, 25.09.2005 - Ai Mondiali di Ciclismo di Madrid il belga Tom BOONEN ha conquistato in volata la medaglia d'oro nella prova su strada maschile riservata ai professionisti; il velocista della Quick-Step ha bruciato sul traguardo il beniamino di casa Alejandro VALVERDE, argento, completando i 276 chilometri del percorso in sei ore, 26 primi e 10 secondi. Terzo e medaglia di bronzo il francese Anthony GESLIN. Delusione per la spedizione azzurra e soprattutto per Alessandro PETACCHI, che era il grande favorito per il titolo iridato, su un tracciato a lui congeniale: nessuno degli italiani si e' invece piazzato tra i primi dieci dell'ordine di arrivo, anche se durante la corsa sono stati a piu' ripese tra i protagonisti, specie con Paolo BETTINI, che insieme a PETACCHI era capitano della squadra.

CICLOCROSS - L'Italia ospiterà per la sesta volta i mondiali di ciclocross.

Treviso, 10.09.2005 - L' Italia ospitera' per la sesta volta i Campionati Mondiali di ciclocross. Lo fara' il 26 e il 27 gennaio del 2008 all' interno del Centro Sportivo 'Lago Le Bandie' di Spresiano, in Provincia di Treviso. La competizione iridata e' stata presentata nel Centro Natatorio ''Le Bandie'' alla presenza dei massimi dirigenti del ciclismo nazionale e internazionale e dei corridori del passato. Prima della presentazione della manifestazione, che sara' realizzata dal Gruppo MOSOLE con la collaborazione della Regione Veneto, della Provincia di Treviso e dei comuni di Spresiano, un gruppo di crossisti azzurri, formato, tra l'altro dagli ex campioni del mondo Daniele PONTONI, Enrico FRANZOI e Davide MALACARNE, guidato dal tecnico della nazionale Fausto SCOTTI, ha provato il circuito che ospitera' i mondiali e la prova di Coppa del Mondo in programma sullo stesso percorso il 4 novembre 2006. Il circuito, particolarmente impegnativo, si sviluppa su un percorso di oltre tre chilometri disegnato all'interno di un enorme parco che costeggia il laghetto le Bandie. Il tracciato, come hanno rilevato i corridori che lo hanno percorso piu' volte, e' simile a quelli proposti nei Paesi del Nord Europa (Olanda, Belgio e Germania) dove il ciclocross ha grandi tradizioni; mentre il traguardo presenta una leggera salita. Per il Veneto i Campionati Mondiali di ciclismo non rappresentano una novita': nel 1985 ospito' a Bassano (Vicenza) quelli su pista e sul Montello (Treviso) quelli su strada; mentre nel 1999 le prove iridate si svolsero a Treviso e a Verona.

GIRO D'ITALIA - Per DI LUCA tutto in un giorno.

L'Aquila, 12.05.2005 - E' trionfo annunciato quello di Danilo Di Luca all'Aquila. Voleva vincere in casa, l'abruzzese di Spoltore. Ci riesce battendo nella volata in salita non Bettini, non Cunego, ma Marzio Bruseghin per un giorno libero da impegni con Alessandro Petacchi. E sulla maglia bianca di leader della classifica mondiale ProTour, Danilo può indossare la maglia rosa. “Adesso per me il Giro può anche finire qui, tutto quello che volevo l'ho realizzato” dice stravolto di gioia. Come cambia la vita: un anno fa vestiva la maglia rossa Saeco, aveva fallito tutti gli appuntamenti di primavera e durante il Giro si ritrovò coinvolto nella inchiesta 'Oil for drug' del PM romano Ferraro per via di alcune intercettazioni con il discusso medico Carlo Santuccione. Un anno dopo è con la Liquigas (sponsor vicino anche alla Federazione) ed ha cominciato a vincere il 4 aprile, con la prima tappa del Giro dei Paesi Baschi (del quale ha conquistato pure la classifica finale). Ha continuato poi con l'Amstel Gold Race e la Freccia Vallone. Ed ha insistito due giorni fa al Giro battendo Cunego a Giffoni. Oggi eccolo in “Rosa”. Sfila la maglia a Paolo Bettini che, non proprio smaltita la rabbia per la squalifica di ieri a Frosinone (''continuo a chiedermi cosa avrei fatto''), dopo 40 Km della tappa più lunga del Giro (223 i chilometri da Celano a L'Aquila, su è giù per i monti della Marsica con tre GPM: al passo del Diavolo, al Valico di Monte Godi e a Monte Urano) entra in una fuga di comprimari. Al km 20 era scattato il moldavo Ruslan Ivanov. Sulle sue tracce si erano infilati Moletta, Sutherland, Gomez, Fofonov, Tosatto, Andrle e Baumann. Mentre quest'ultimo cedeva, a rinforzare i fuggitivi entravano Petrov, Freddy Gonzalez, Parra, Rujano, Murayev, Lopez Garcia, Casar, Baranowski, Miholjevic, Wegelius, Pozzato, Eltink, Rodriguez e Werner. E quando sembrava destino che per tutto il giorno la Quick Step dovesse lavorare per difendere la maglia di Bettini, ecco che invece è proprio il toscano a forzare per entrare nell'evasione. Così finiscono per essere sei ore di ciclismo spettacolo, che fa contenti tutti: 1) Bettini rimedia, con il traguardo Intergiro, 6 secondi di abbuono che torneranno utili domani, quando (con i 153 km da Viterbo a Marina di Grosseto, destinati alla rivincita tra Petacchi e McEwen) cercherà di riprendersi - con un altro Intergiro - la maglia rosa da sfoggiare con i suoi tifosi di casa; 2) la banda Savio della Selle Italia conquista la maglia verde col venezuelano Josè Rujano Guillen ex raccoglitore di caffè; 3) l'olandese Theo Eltink (Rabobank) fa incetta di traguardi volanti per portarsi a casa il Trofeo 'Camoscio dei Parchi d'Abruzzo'. Il più felice è però Danilo Di Luca. Che può togliersi lo sfizio di ridimensionare anche Vito Taccone, che in tv pontificava sostenendo che avrebbe dovuto massacrarsi inseguendo Bettini in prima persona: ”I suoi erano altri tempi. Se fossi partito a 60 km dalla fine, non sarei qui a parlare”. A proposito di altri tempi. Da dilettante Di Luca un Giro d'Italia lo vinse (nel 1998). E' però lo stesso Danilo ad escludere di poter arrivare in rosa a Milano (''Il ciclismo non si improvvisa''). Ma magari, il prossimo anno... Idea che gira per la testa anche a Bettini (“prima di chiudere la carriera voglio provarci a 'fare la classifica'”).Essendo comunque altri tempi, per smontare la fuga Di Luca ha fatto lavorare la sua Liquigas. Tra gli ultimi ad arrendersi, dopo 170 Km, proprio Bettini, il colombiano Parra, il russo Petrov (piazzato a controllare la fuga dalla ditta Cunego&Simoni), Eltink e Gil Perez.Finito lo spettacolo, si tratta di correre per vincere. E tutto si decide nell'ultimo chilometro, in salita. Marzio Bruseghin prova ad anticipare Di Luca ai 250 metri, Danilo lo brucia. E dietro ecco gli uomini da classifica che fanno esercizio di volata: con Ivan Basso che per la prima volta dall'inizio del Giro si piazza (quinto) davanti a Damiano Cunego, Stefano Garzelli e Paolo Savoldelli. Gilberto Simoni e Serguei Honchar ancora una volta arrivano belli comodi nella pancia del gruppo. “Il Giro vero comincia sabato” dicono tutti. E pensano alla Grosseto-Pistoia: 211 Km con la salita di Sammommè a 17 Km dalla fine. Non deciderà il Giro, ma comincerà a dire chi non può vincerlo.

DOPING - Il Ciclismo dei Trafficanti di Farmaci. Maxi blitz dei Nas: dilettanti e amatori imbottiti di sostanze.

ROMA, 30.03.2005 - E' finito nella rete tessuta dai carabinieri per la seconda volta nel giro di pochi mesi. Un habituè di doping e dintorni, dunque. Si chiama David TANI ed è l'ex professionista che negli anni a cavallo tra il '99 e il 2001 militava nella MAPEI, la formazione più in vista del plotone internazionale, e di cui "REPUBBLICA", il 13 Marzo scorso, ha pubblicato i famigerati diari del doping. Dopo essere stato indagato e perquisito nell'ambito dell'inchiesta "Oil for drug" dell'estate scorsa è tornato al centro del mega blitz che i Nas hanno messo a segno ieri fra Umbria, Emilia Romagna, Toscana in varie città: Perugia, Rimini, Bologna, Forlì, Cesena, Massa Carrara, Pisa. Un'operazione battezzata "Cycling", coordinata dal pm di Perugia Sergio Sottani, che ha portato al sequestro di oltre mille confezioni di prodotti dopanti per il valore di oltre 200 mila euro e all'arresto (domiciliare) per quattro persone, oltre a 20 indagati. Anabolizzanti, stimolanti, farmaci all'avanguardia nella tecnica doping, come gli antiestrogeni antitumorali che impediscono il "degrado" del testosterone endogeno consentendogli di rimanere più in circolo e di espletare meglio i suoi effetti; come l'aranesp, l'eritropoietina più moderna, a rilascio lento, per diminuire i rischi dei test di controllo. E poi il solito armamentario del doping ematico: sacche, aghi, siringhe, "farfalle", flebo. Per la maggior parte si tratta di farmaci di esclusivo uso ospedaliero, cioè trafugati dagli ospedali; il che squarcia il velo su una realtà drammatica: il doping di massa alla fine lo paga lo Stato. E' l'ennesima bufera che travolge stavolta il ciclismo di base, quello degli amatori e dei dilettanti. Quello delle grandi cifre; il vero "mercato", appetibile al punto che, secondo un rapporto del Senato USA, l'80% della produzione mondiale di epo e gh finisce proprio in ambito sportivo. Doping serio, che "copia" quello dello sport maggiore; doping "pesante" spesso fatto solo per "sentito dire": il suggerimento di un compagno, di un massaggiatore, di un amico che si trasforma facilmente da consumatore in "pusher". Insomma gli stessi meccanismi della droga. Tani è uno che a epo, anabolizzanti, gh dava del tu; adesso è sotto inchiesta per consumo personale, associazione a delinquere, ricettazione, somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute, esercizio abusivo della professione medica e di farmacista, commercio illegale di sostanze dopanti. Rischia almeno tre anni di carcere. Toscano di Pontedera, professionista dal '96 al 2001 con varie squadre (Ideal, Ros Mary, Asics e Mapei), TANI ha partecipato alle corse "pro" più importanti come Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi, ecc. Dopandosi come un cavallo (lo racconta lui nel diario) senza mai essere beccato ai controlli. E' stato per anni il più fido gregario di un altro atleta di spicco della MAPEI: Michele BARTOLI. Miglior risultato in carriera: il 9° posto nel Trofeo Pantalica del '97. Autentico "pied noir" fra i pro, dunque, nonostante il doping, ora si è riciclato come protagonista (non solo sui pedali) nel mondo amatoriale e dilettantistico. Ha trovato spazio e credito, specie nelle gran fondo, le grandi manifestazioni amatoriali di massa i cui organizzatori - non si sa bene per quale motivo - spesso pagano ingaggi principeschi per avere al via "personaggi" ex pro. "Per noi è stato un acquisto, diciamo così, coatto - spiega Aldo SASSI, all'epoca manager della formazione lombarda e attualmente responsabile del centro Mapei di Castellanza - ci è stato imposto da un altro corridore molto forte. Nelle cartelle di quando era con noi non ci sono segnali di particolari assunzioni o terapie strane. Non avevamo elementi per nutrire dubbi. Ma di una cosa siamo stati certi fin dal principio: non aveva le qualità per fare il professionista. Per questo ad un certo punto gli abbiamo consigliato di smettere con il ciclismo. Purtroppo ha trovato un'altra via. Ed è davvero scandaloso che sia consentito a chi ha fatto il professionista di gareggiare fra amatori e cicloturisti. Sono situazioni che uccidono il ciclismo alla base". Agli arresti domiciliari anche due compagni di TANI che militano nella stessa squadra amatoriale, la MGKvis Cinelli: Andrea SCOLASTICO, perugino di 28 anni e Arnaldo ANTONINI di 55, oltre a Fabrizio SENSI (45) e Tiziano SEVERI PIERINI (35), capitano di un'altra formazione amatoriale perugina, la G.S. GRANCASA. Perquisite anche due farmacie nel perugino. Numerosi i documenti e le intercettazioni telefoniche compromettenti: "Qua sono tutti 'armati' fino ai denti. Dobbiamo armarci pure noi, se no ci superano pure i morti", si dicono al telefono due giovani ciclisti umbri. "Il vero dramma - chiosa il colonnello GALANZI, comandante del gruppo antisofisticazioni e sanità di Roma - è che l'abuso di queste sostanze è ormai diffuso anche tra i dilettanti e amatori giovani e giovanissimi, che mettono a repentaglio la propria salute senza alcun controllo medico".